LAVORO

Le Cartiere del Polesine assumono 120 dipendenti

Uno degli stabilimenti delle Cartiere del Polesine
Che potrebbero arrivare persino a 150: è questo il piano di sviluppo della nota azienda cartiera nei suoi piani di espansione. Nata negli anni '50 ad Adria, l'obiettivo è ora quello di farla diventare leader in Europa

L’azienda Cartiere del Polesine di Adria, guidata da Luciano Scantamburlo vuole crescere e ha intenzione di assumere tra i 120 e i 150 nuovi dipendenti. Le sue origini risalgono agli anni '50, quando era già presente nel settore con la produzione di carta-paglia. Nel corso degli anni l'attività si è progressivamente ampliata e dalle 130 tonnellate giornaliere prodotte negli anni '60-'70 si è passati all'attuale produzione giornaliera di circa 900 tonnellate. Nel 1986 lo stabilimento di Loreo fu rilevato dai fratelli Scantamburlo, operanti nel settore della carta da macero. Furono rinnovate le due macchine continue e introdotto il ciclo continuo. Poi fu avviata una terza produzione continua presso l'Area Industriale Attrezzata (AIA) del Comune di Adria (1999).
Nel 2004 l’azienda ha avviato la quarta linea che le permette oggi di essere presente sul mercato con una gamma di prodotti più vasta e di elevata qualità. L’avvio dello stabilimento di Adria ha coinciso con un nuovo approccio imprenditoriale, nel massimo rispetto dell’ambiente, in un ottica di sviluppo sostenibile grazie al nuovo impianto di trattamento delle acque reflue e nell’introduzione di un Sistema di Gestione Ambientale secondo la norma Iso 14001.
Nell'area del Basso Polesine rappresenta una realtà industriale di rilievo, la cui dinamica attività contribuisce in maniera consistente allo sviluppo dell'economia locale.
C’è in programma di farla diventare leader europeo nel settore delle cartiere. L’azienda sarebbe intenzionata a comperare circa 26 mila metri quadrati del territorio ex Aia. Si tratterebbe di un investimento epocale che finalmente potrebbe far riavviare l’economia del Polesine affetta da grave crisi come quella di gran parte della regione Veneto e dell’intero stivale.

Bruna Mozzi

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